Oltre 220 miliardi di euro per far ripartire l'Italia: questa è la dotazione del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che finanzierà investimenti nell'ambito di digitalizzazione, contrasto al cambiamento climatico e coesione sociale, per permettere all'Italia di ripartire.
A chi è rivolto?
Le imprese italiane, gli enti locali e tutta la società civile devono considerarsi in prima linea insieme agli organi di Governo per utilizzare al meglio le risorse a disposizione al fine di realizzare interventi di crescita finanziati dal Piano.
Di cosa si parla?
Il PNRR prevede investimenti di 191 miliardi di euro, provenienti dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU.
A questi si aggiungono ulteriori 30 miliardi del Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri.
Il totale degli investimenti previsti, quindi, è di oltre 222 miliardi di euro.
Il Piano include un pacchetto di riforme a dir poco epocale della pubblica amministrazione, della giustizia, della semplificazione normativa e della concorrenza, settori chiave per modernizzare il Paese e consentirgli di compiere un importante passo avanti.
Attenzioni particolari del Piano saranno rivolte a donne, giovani e Mezzogiorno con priorità nel favorire l’inclusione sociale e ridurre i divari territoriali.
Nel complesso, il 27% del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10% alla coesione sociale.
Conoscere i contenuti del Piano è essenziale per partecipare a questo processo di Ripresa e Resilienza e contribuire al raggiungimento dei suoi obiettivi.
“L’Italia deve combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale” (Mario Draghi).
A ciascuno di noi spetta fare la sua parte!